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domenica 16 ottobre 2011

Zero no Tsukaima - 1a stagione


Louise è una giovane aristocratica iscritta, come altri ragazzi e ragazze della sua stessa fascia d’età ed estrazione sociale, alla prestigiosa accademia di magia Tristain, nella quale la ragazza non è famosa una volta tanto per la sua bravura, quanto piuttosto al contrario per la sua pressoché totale incapacità nel lanciare magie (tanto da fargli guadagnare l’appellativo di Zero, vista la disastrosa percentuale di successo dei suoi tentativi).
La vicenda ha il suo incipit con l’esecuzione del rituale di evocazione che tutti gli studenti all’inizio del secondo anno devono compiere (atto questo nella sostanza abbastanza semplice, ma che dal punto di vista simbolico, visto che il famiglio così richiamato risulterà essere il proprio fedele servitore per tutta la vita, è percepito come una vera e propria tappa fondamentale) durante il quale la protagonista, non smentendo la propria fama di eterna pasticciona, richiama a sé, invece che una creatura magica, quello che sembra essere un semplice umano, per di più di estrazione sociale bassa (in realtà si scoprirà poi, Saito viene direttamente dal mondo giapponese attuale e non centra nulla con il mondo magico in cui si articola la storia).
Da qui in avanti la storia si articolerà secondo l’intreccio delle vicende della coppia principale e dei comprimari, mescolando in essa una moltitudine di generi, dal fantasy all’harem.

 

Dal punto di vista tecnico Zero no Tsukaima non ha grossi pregi, questo va detto, ma neppure difetti lampanti. Le musiche, i disegni (stile molto luminoso e colorato) sono nella media e tutto sommato si adattano perfettamente allo scopo per cui sono stati concepiti, ovvero quello di fare da cornice ad una commedia (opening ed ending allo stesso modo).
Le prime vere magagne si trovano, a seconda dei gusti personali, nella storia stessa. Premesso che è sempre simpatico vedere questo tipo di opere, con il passare del tempo il ripetersi delle situazioni e di gag abbastanza classiche tendono a stancare lo spettatore, che più del solito spesso è chiamato seriamente ad interrogarsi sul perché il protagonista debba sempre comportarsi in un certo modo nonostante sappia bene quello a cui andrà incontro.
Insomma, se la storia tutto sommato può anche risultare piacevole, purtroppo la stessa cosa non si può dire dei personaggi che si muovono in essa, quasi tutti abbastanza piatti (sembrerebbe che la scelta sia di puntare tutto sull’aspetto fisico ed affidare ad esso il cogliere la simpatia del pubblico) e banali.

Voto: 5 - Voto comunque non pessimo poichè la prima serie risulta indispensabile se si vuol vedere ed apprezzare il secondo capitolo (ben più godibile devo ammettere).

Pro:
+ Leggerezza e gag classiche

Contro:
- Troppo poco a livello di storia
- Personaggi piuttosto piatti e stereotipati

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Fansub consigliato: Kanjisub - Versione ottima sia a livello di qualità grafica che di accessibilità. Non ho notato errori grammaticali, anche se va detto che la semplicità dei dialoghi è difficile che evidenzi errori di questo tipo, a meno di grosse castronerie (qui assenti).

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