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mercoledì 14 dicembre 2011

Spice and Wolf - 2a stagione


Il lungo viaggio di Lawrence ed Horo verso il lontano Nord, nonostante le mille difficoltà affrontate, continua nella seconda trasposizione animata dell’omonima novel, portando i nostri protagonisti a visitare nuove realtà cittadine.


A volte purtroppo va detto, nonostante le aspettative nutrite per un seguito, all’atto della visione dello stesso capita di trovarsi davanti a lavori non all’altezza dei precedenti… fortuna vuole che Spice & Wolf II sia una delle rare occasioni in cui tale tendenza è perfettamente invertita, grazie alla scelta da parte dei registi di collegarsi come stile in modo del tutto omogeneo alle vicende già narrate, tanto da rendere quasi difficile scrivere una recensione su di essa senza andare a ripetere quanto già detto sulla prima serie.
Punti forti della narrazione ancora una volta sono dunque la proposizione di uno scenario “vivo” realizzato con precisione maniacale, personaggi mai stereotipati nonché la scelta di basare gran parte degli sviluppi della storia stessa su un’azione “dialettica” non indifferente (ovvero, un po’ come in Bakemonogatari –sebbene in modi diversi-, si punta sull’appassionare lo spettatore mediante la proposizione continua di dialoghi e ragionamenti).
Ad inizio del capoverso abbiamo però parlato della seconda stagione di Spice and Wolf come di un lavoro che a suo modo riesce persino a superare quanto fatto egregiamente nella prima. Come mai? Cos’è che da quell’effettivo surplus a questo anime?  La risposta vi dirò, è piuttosto semplice ed ancora una volta mette in bella luce la sempreverde capacità dei creatori della serie di rendere apprezzabili anche cose di per sé non originali… nello specifico l’approfondimento sentimentale del rapporto tra i due protagonisti.
A farci da anfitrione a questa nuova tematica (nella prima serie solo accennata da comportamenti, ma mai messa veramente nero su bianco) è l’immediato primo arco narrativo, durante il quale per la prima volta Lawrence viene messo davanti alla necessità di confrontarsi con il suo rapporto con la compagna di viaggio a fronte dell’arrivo di un agguerrito pretendente…

Guardami, guardami, guardami,...
Tecnicamente, il passare da una serie all’altra ha per fortuna solo che migliorato gli aspetti che già erano in rilevo nella prima serie, soprattutto graficamente parlando (dove i colori spesso sono dati in modo meno sbiadito e più deciso, così come la lucentezza degli scenari). Opening veramente molto bella e rilassante, da ascoltare e riascoltare; ending invece sullo stesso stile di quella della prima stagione, come fosse una sorta di filastrocca.

Voto: 9 – Così come era già stato per la prima, la seconda serie si impone come punto di riferimento assoluto nel genere, arrivando quasi a fondarne una ramificazione più specifica ed originale. Da vedere.

Pro:
+ Il mondo circostante trascende la mera scenografia, diventando uno dei protagonisti.
+ Maggiore coinvolgimento dei personaggi sul piano personale nelle vicende trattate rispetto alla prima stagione.
+ L’economia ed i suoi meccanismi, sono come sempre un perno della narrazione.

Contro:
- Seconda parte un po’ in penombra forse
- Visto l’andamento per arrivare a fine storia ci potrebbero volere quattro se non più serie

Se ti è piaciuto allora potrebbe interessarti: Un po’ come era già successo per la prima stagione, Haibane Renmei è forse l’unica opera che si avvicina come stile a quella in questione, sebbene l’amplificarsi della tematica sentimentale volendo potrebbe avvicinare il titolo anche a La croisée dans un labyrinthe étranger .

Fansub consigliato: Supremes e Bowling Ball fansub ancora una volta. Personalmente io ho visto l’anime dai primi, ma sono assolutamente certo che non vi saranno problemi se deciderete di optare per i secondi. Entrambi i gruppi seguono la politica della doppia release HD/SD, quindi ce n’è per tutti i gusti!

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