Conclusesi
le vicende narrate in Bakemonogatari ed ormai metabolizzato l’addio di Oshino
Meme, Araragi riprende la vita di tutti i giorni, portando avanti il suo strano
rapporto sia con Senjougahara (ormai sua fidanzata ufficiale) che con le sue
altre sua amiche/conoscenti (dalle due sorelle, alla mascolina Kanbaru,
passando ovviamente per l’immancabile Hanekawa).
Un
giorno tuttavia, in città torna, dopo una lunga assenza, Kaiki, un losco figuro
vecchia conoscenza di Senjougahara con il pallino dei misteri e l’assurda
usanza di presentarsi ai suoi interlocutori come “acchiappafantasma”. Le
macchinazioni dell’uomo (che avvicina studentesse comuni, truffandole grazie
alla sua abilità interlocutoria), nonostante la sua prudenza nell’agire,
giungono alle orecchie delle “Fire sisters” Karen e Tsukihi, scatenando la
reazione della maggiore delle due, la quale però, una volta giunta a confronto
con Kaiki, capirà che la questione è ben più seria di quanto lei stessa non
pensasse.
Riuscirà
Araragi a risolvere una volta per tutte la faccenda e capire il misterioso
rapporto che lega Senjougahara e l’uomo?
Che
lo si consideri un capolavoro incompreso oppure un’inutile accozzaglia di
fanservice come mai prima d’ora, certamente Nisemonogatari è un anime destinato
a far parlare di sé ancora per molto, soprattutto in qualità di primo sequel al
leggendario (almeno quanto a vendite) Bakemonogatari.
Poco
da dire purtroppo, chi come me, colpito a suo tempo dall’opera di NisioiosiN,
si aspettava un bis della profondità mostrata nel titolo sopracitato è rimasto
quantomeno deluso da ciò che si è ritrovato a vedere: un anime nel quale la
dialettica, pur rimanendo in mostra in tutto il suo splendore, è
fantasticamente messa al “servizio del male” in un turbinio di situazioni che
il solo relegare nella categoria fanservice sarebbe riduttivo rispetto alla
portata delle stesse e che solo qua e là finisce per mostrare un accenno di
trama.
Se
in Bakemonogatari il protagonista si trovava a muoversi durante i quindici
episodi della serie in ben cinque archi narrativi differenti con evidenti
problemi di trasposizione tra novel e serie animata (e conseguenti tagli a
destra e manca), per colmo il maggior spazio di manovra vantato da Nisemonogatari
(che in 11 episodi narra invece solo due vicende) è anche la sua più grande
maledizione agli occhi dello spettatore, che si trova ad assistere
all’annegamento della vicenda cardine in un mare di siparietti che pur sapendo
di filler, in realtà non sono tali. Un brutto carico di difetti agli occhi dei
più in definitiva, ma fortunatamente del buono c’è… e se si ha la pazienza di
attenderlo, si vede.
Un
esempio delle succitate qualità è come in Bakemonogatari l’elemento personaggi,
che qui trova i suoi picchi sia nella ristrutturazione pressoché totale di un
pg marginale come Shinobu (che in Nisemonogatari diventa ben più loquace,
assumendo a suo modo un po’ il ruolo di consigliera che aveva Meme in
Bakemonogatari), cosa senz’altro non facile visto che del pg non si sapeva
praticamente nulla se non il suo coinvolgimento nella trasformazione di Araragi
in vampiro, che nella presentazione del “Villain” Kaiki, sempre pronto a
stupire lo spettatore con i suoi ragionamenti al limite del surreale ed eppure
intriganti.
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Dopo Nisemonogatari, non vi laverete più i denti come prima, ve lo garantisco! |
Sul
versante tecnico come si potrà intuire, lo stile adottato sia nelle musiche che
nella grafica ricalca appieno quanto visto in Bakemonogatari, sospendendo però
l’evidentemente lesiva pratica dei cartelli sparaflashati durante la visione…
evidentemente, anche alla Shaft si devono essere resi conto che adottare una
soluzione di questo tipo in un anime che poi la gente, una volta uscita la
versione home video, dovrà riprodurre su dei player non è che sia proprio il
massimo della praticità. Come sempre lo stile è quello che ci si aspetta da
lavori di questo tipo, un vero piacere per gli occhi: semplice ma raffinato.
Voto: 6/6 e mezzo – Se già un voto di
per sé può essere largamente soggettivo, direi che in questo caso l’attribuzione
dello stesso presenta un range di possibilità a seconda dei gusti decisamente
ampio, in primis a causa di alcune caratteristiche del prodotto in questione,
quali ad esempio la sua oggettiva infruibilità da parte dello spettatore medio (il
caso eclatante in tal senso è il primo dialogo tra Aragi e Shinobu, dove si fa
riferimento ad eventi sconosciuti a chiunque non si sia spoilerato le novel
leggendo in rete). Non un prodotto per tutti insomma, ben lungi dall’essere un
capolavoro e destinato (con abbondanti dosi di pazienza) ai soli appassionati
della serie Bakemonogatari.
Pro:
+ I dialoghi al pari di Bakemonogatari sono spesso
davvero notevoli;
+ Fanservice con stile verrebbe da dire…
Contro:
-… peccato poi che altre volte si vada al limite della
pedofilia;
- Il ruolo di sequel di Bakemonogatari è sin troppo
pesante per un’opera gracile come questa;
- Molto diluito, si gode praticamente solo vedendosi più
episodi in un colpo
Se ti è piaciuto allora potrebbe interessarti: Sayonara Zetsubou Sensei, Bakemonogatari
Fansub consigliato: Aspettando un
fansub della versione BD (che da quanto ne so verrà portato avanti da tre gruppi
“big” del settore), le uniche versioni degne di nota sono quelle degli
Atmosphere e dei Fansub Nostrano… anche se tra i due la preferenza cade
decisamente su quest’ultimo gruppo (pochi errori ed una versione tutto sommato
abbastanza scorrevole nella traduzione).
Devo assolutamente finire di vedere Bakemonogatari, ma il tempo latita ç__ç
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