Che dire, a volte è curioso
come una semplice chiacchierata su di un anime, neppure di per sé eccelso,
riesca a risvegliare l’interesse nella sua visione, riportandolo alla luce
dagli oscuri meandri del proprio fido Hard Disk.
Tutto ciò è accaduto a me per School
Days, una serie che vidi tempo fa, forse anche sin troppo superficialmente,
etichettandola in un certo modo a dispetto dei suoi punti forti. Ma non
anticipiamo i tempi e procediamo con ordine, anche perché senz’altro di punti
da analizzare ve ne sono parecchi e per farlo, utilizzerò due ottiche: una
quanto più oggettiva possibile ed una all’opposto totalmente irrazionale e più
incentrata su quanto si è visto.
Makoto è un ragazzo abbastanza
riservato e timido, tanto da non riuscire ad approcciarsi a Kotonoha, una
compagna di scuola che ogni giorno incontra sul treno che lo porta da casa sua
a scuola. Tutto sembra ormai destinato a continuare come al solito, sino a
quando il giovane stringe amicizia con Sekai, una sua compagna di classe dal
carattere estremamente spensierato e solare, la quale si propone spontaneamente
di aiutarlo nella sua impresa di conquista.
Tutto come da cliché del
genere, va per il meglio, e pian piano tra Makoto e Kotonoha si stabilisce una
relazione piuttosto profonda, minacciata tuttavia dalla altresì crescente noia
provata da parte del ragazzo, soprattutto a causa dell’atteggiamento attendista
e sin troppo riservato della sua partner. Succede così che da un giorno
all’altro, il protagonista inizia a rivolgere le proprie attenzioni verso Sekai,
la quale intanto si è rivelata a sua volta innamorata del protagonista.
Inizia in tal modo un
complicato triangolo tra i tre studenti.